Ristoranti Regionali Cucina DOC

..passione per la cucina italiana..

ALLEGATO “A” al n. 6213  di racc.

STATUTO

ASSOCIAZIONE RISTORANTI REGIONALI – CUCINA DOC TITOLO I

Denominazione – Sede – Durata

Art. 1

E’ costituita un’associazione di promozione sociale non a scopo di lucro denominata:

Ristoranti  Regionali  – Cucina DOC

Art. 2

L’associazione ha sede legale in Vercurago (LC) via IV Novembre, 5.

Il trasferimento della sede legale non comporta modifica statutaria se avviene all’interno dello stesso Comune, ma l’obbligo di comunicazione agli uffici competenti. E’ data facoltà al Consiglio Direttivo di cambiare la sede legale, ove se ne ravvisi la necessità, previa deliberazione dell’assemblea dei soci.

Art. 3

L’associazione ha durata fino al 31 dicembre 2026.

L’assemblea straordinaria dei soci potrà prorogare, alla scadenza, il termine di durata.

Art. 4

TITOLO II

Scopo ed oggetto

L’associazione non ha fini di lucro, nè diretto nè indiretto e svolge attività di utilità sociale a favore degli associati o di terzi, nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati e della tutela dei diritti inviolabili della persona, con pari opportunità tra uomini e donne.

I contenuti e la struttura dell’associazione sono ispirati a principi di democrazia e di uguaglianza dei diritti di tutti gli associati.

Scopo dell’associazione è l’esclusivo svolgimento di attività con finalità di solidarietà sociale e in particolare lo svolgimento di attività nel settore culturale e di beneficenza.

E’ fatto divieto all’Associazione di svolgere attività diverse da quelle di cui al comma precedente, ad eccezione di quelle direttamente connesse a quelle istituzionali, ovvero accessorie in quanto integrative delle stesse.

L’associazione ha lo scopo di promuovere la conoscenza della cucina tipica regionale italiana, intesa come espressione di cultura ed elemento essenziale alla proposta turistica del nostro Paese.

Per la realizzazione dei suoi scopi l’associazione potrà attivare collaborazioni con gli enti pubblici e privati operanti nella medesima direzione.

Potrà avvalersi di prestazione di lavoro autonomo o dipendente anche ricorrendo ai propri associati.

L’ente associativo si avvale prevalentemente delle attività prestate in  forma libera e gratuita dei propri associati per il perseguimento dei fini istituzionali (art.17 LR n.1/2008 e Legge n.383/2000). In caso di particolare necessità l’associazione puo’ assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo ai propri associati.

L’associazione è disciplinata dal presente statuto ed agisce nei limiti della Legge 7 dicembre 2000 n.383.

Art. 5

L’oggetto dell’attività dell’associazione riguarda quindi:

  1. porre in essere iniziative rivolte alla salvaguardia della cucina tipica regionale attraverso rassegne enogastronomiche;
  2. promuovere la conoscenza di un particolare territorio e dei suoi costumi attraverso il recupero di ricette della tradizione;
  3. promuovere la conoscenza della produzione agroalimentare italiana;
  4. organizzare conferenze, congressi, convegni, viaggi per incentivare l’approfondimento dell’aspetto culturale dell’enogastronomia;
  5. indire premi giornalistici per favorire la diffusione della corretta informazione sul patrimonio enogastronomico italiano quale componente essenziale dell’offerta turistica di qualità;
  6. realizzare programmi e/o interventi di informazione e di comunicazione che favoriscano la conoscenza degli usi e costumi delle diverse regioni del nostro Paese;
  7. organizzare corsi di cucina o corsi di aggiornamento professionale per chef, ristoratori e albergatori per migliorare la loro professionalità a favore della ricettività turistica del nostro Paese;
  8. organizzare eventi gastronomici a fini solidaristici o di beneficenza;
  9. l’associazione svolge la propria attività a livello regionale, nazionale, internazionale quale strumento di promozione del patrimonio culturale

L’associazione oltre alle attività essenziali potrà svolgere qualunque  attività connessa e/o accessoria a quelle sopra elencate utili alla realizzazione degli scopi sociali e con riferimento  all’oggetto sociale.

Art. 6

Possono essere soci coloro che, persone fisiche o giuridiche, condividendo gli scopi dell’associazione, cooperano concretamente  alla  loro realizzazione e/o fruiscono dei  servizi della stessa associazione.

L’associazione ha la facoltà di nominare  soci  onorari  scelti  tra  coloro che si sono particolarmente distinti per gesti e azioni di rilevante significato rispetto ai fini culturali e istituzionali dell’associazione  stessa.

L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato, fermo restando in ogni caso il diritto di recesso e deve garantire la effettività del rapporto; è esclusa espressamente la possibilità di una temporanea partecipazione alla vita dell’associazione.

Tutti i soci, ad eccezione dei minorenni, hanno diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’associazione.

Gli associati hanno diritto di frequentare i locali sociali e assumono pari diritti all’interno della Associazione e tra di essi vige una disciplina uniforme del rapporto associativo.

Art. 7

I soci possono essere :

Fondatori : persone fisiche o giuridiche che hanno firmato l’atto costitutivo.

Ordinari : persone fisiche o giuridiche che aderiscono all’associazione nel corso della sua esistenza, che si impegnano nell’associazione con apporti continuativi e che sono  promotori di attività sociali.

Onorari : persone fisiche o giuridiche che abbiano acquisito particolari meriti per la loro opera a favore dell’associazione.

Sostenitori : privati o enti che partecipano all’attività dell’associazione con sponsorizzazioni sotto forma di contributi finanziari, oppure mediante donazione o comodato di beni e servizi.

Tutti i soci hanno l’obbligo di contribuire alla vita dell’associazione con le quote annuali di adesione stabilite dal direttivo al principio di ogni anno sociale. I soci onorari possono essere dispensati dal versamento di quote e/o dei contributi dell’associazione.

Le quote associative non sono trasmissibili per atto tra vivi e non sono soggette a rivalutazioni nel caso di trasferimento mortis causa.

Art. 8

Associati sono tutti coloro che, su loro domanda, vengono ammessi dal Consiglio Direttivo.

L’ammissione di nuovi soci è deliberata a maggioranza dal consiglio con riferimento agli art. 6 e 7 del presente statuto. L’ammissione dei soci deve essere ratificata dall’assemblea.

L’elenco nominativo degli associati risulterà da apposito registro tenuto ed aggiornato dal Segretario del Consiglio Direttivo.

Art. 9

I soci cessano di appartenere all’associazione per recesso, decadenza, esclusione per mancato versamento della quota associativa entro i primi sei mesi dell’anno solare.

Art. 10

Può recedere su domanda il socio che non sia più in grado di collaborare e/o partecipare al perseguimento degli scopi sociali.

Il recesso è accordato dal consiglio direttivo tenendo conto degli impegni che il socio ha in corso con l’associazione.

Il diritto di recesso è esercitato dal socio senza alcun onere.

Art. 11

Può essere dichiarato decaduto il socio:

  1. che abbia perduto i requisiti per l’ammissione;
  2. che non sia più in grado di concorrere in alcun modo al raggiungimento degli scopi

Art. 12

Può essere escluso il socio:

  1. che svolga attività in contrasto con quelle dell’associazione;
  2. che non osservi le deliberazioni degli organi sociali competenti;
  3. che senza giustificato motivo non adempia puntualmente agli obblighi assunti a qualsiasi titolo verso l’associazione.

L’esclusione è deliberata dal consiglio direttivo dopo che al socio sia stato, per iscritto, contestato il fatto che può giustificare l’esclusione, con l’assegnazione di un termine di trenta giorni per eventuali  controdeduzioni.       Art. 13

Il socio che cessa di appartenere all’associazione per recesso, decadenza od esclusione, non può rivendicare alcun diritto sul patrimonio e sulle quote già pagate. Deve restituire targhe, insegne ed eliminare dagli stampati o dal proprio sito internet il logo o quant’altro attesti la sua appartenenza all’associazione.

TITOLO III

Art. 14

Sono organi dell’associazione:

  • l’assemblea dei soci;
  • il consiglio direttivo;
  • il presidente;
  • il vice presidente:
  • il segretario.

Organi sociali

Le cariche associative sono connotate da elettività e gratuità.

Art. 15

L’assemblea viene convocata almeno una volta l’anno dal  consiglio direttivo a mezzo avviso da inviarsi almeno 15 (quindici) giorni prima  della data fissata.

La convocazione è fatta tramite lettera o fax, contenente l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della riunione, sia di prima che di seconda convocazione e l’elenco delle materie da trattare, spedita o consegnata a mano a tutti gli associati all’indirizzo risultante dal registro dei soci, nonché ai componenti il Consiglio Direttivo e al collegio dei Revisori. Sono valide anche le convocazioni, fatte entro lo stesso termine prima indicato, per mezzo di posta elettronica o qualsiasi altro mezzo idoneo ad assicurare la prova dell’avvenuto ricevimento.

Ogni socio ha diritto ad un solo voto.

Un terzo dei soci aventi diritto al voto può richiedere la convocazione dell’assemblea.

In questo caso la convocazione deve avvenire entro 20 giorni dalla richiesta.

Sono compiti dell’assemblea:

  1. deliberare sugli indirizzi generali dell’associazione;
  2. approvare il bilancio annuale consuntivo e preventivo;
  3. nominare i componenti del direttivo fissandone il numero;
  4. deliberare su ogni argomento sottopostole dal consiglio direttivo;
  5. modificare lo statuto sociale e i regolamenti;
  6. deliberare in ordine allo scioglimento dell’associazione.

Art. 16

Le assemblee sono presiedute dal presidente o dal vice presidente.

Art. 17

Le deliberazioni dell’assemblea sono prese a maggioranza di voti e con la presenza di almeno la metà degli associati. In seconda convocazione la deliberazione è valida qualunque sia il numero degli intervenuti. Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità gli amministratori non hanno voto.

Per modificare l’atto costitutivo e lo statuto, se in essi non è altrimenti disposto, occorrono la presenza di almeno tre quarti degli associati e il  voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Per deliberare lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati. Le azioni di responsabilità contro gli amministratori delle associazioni per fatti da loro compiuti sono deliberate dall’ assemblea e sono esercitate dai nuovi amministratori o dai liquidatori.

Hanno diritto ad intervenire in assemblea tutti gli associati in regola con  il

pagamento della quota annua di associazione.

Gli associati possono farsi rappresentare in assemblea solo da altri  associati conferendo delega scritta. Non è ammessa piu’ di una delega per ciascun associato.

Art. 18

Il consiglio direttivo è investito di poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione con riferimento alle indicazioni programmatiche generali dell’assemblea. Il consiglio direttivo è nominato dall’assemblea ed è composto da tre oppure cinque oppure sette membri, compreso il Presidente.

I Consiglieri sono eletti dall’Assemblea ordinaria, devono essere aderenti all’Associazione, durano in carica per due anni e sono rieleggibili.

Qualora per qualsiasi motivo venga meno la maggioranza dei Consiglieri, l’intero Consiglio si intenderà decaduto ed occorrerà procedere con urgenza alla rielezione.

Nel caso in cui, nel corso del mandato, venisse a mancare, per qualsiasi motivo, uno dei consiglieri, il consiglio verrà integrato con il primo dei  non eletti nelle precedenti elezioni.

Art. 19

Sono compiti del consiglio direttivo:

  1. curare l’esecuzione delle delibere dell’assemblea;
  2. progettare e verificare lo svolgimento delle attività sociali;
  3. elaborare il bilancio consuntivo annuale e il bilancio preventivo;
  4. convocare le assemblee previste dallo statuto;
  5. deliberare in materia di ammissione, recesso, decadenza ed esclusione dei soci;
  6. nominare i soci onorari;
  7. fissare la misura delle quote sociali e degli eventuali contributi associativi
  8. assumere personale dipendente .
  9. deliberare su tutti gli altri aspetti attinenti alla gestione sociale non riservati all’assemblea dalle norme di legge o dal presente

Il consiglio direttivo ha l’obbligo di redigere il bilancio o rendiconto annuale.

Art. 20

Il consiglio direttivo si riunisce almeno due volte l’anno e inoltre ogni qualvolta il presidente lo ritenga opportuno o quando lo richieda un terzo dei suoi membri. Le delibere del consiglio direttivo sono valide quando sono assunte con la maggioranza assoluta dei membri.

Il consiglio direttivo nomina al suo interno un tesoriere e un segretario verbalizzante.

Art. 21

Il presidente ha la firma e la rappresentanza dell’associazione, è nominato dall’assemblea tra i propri componenti a maggioranza dei presenti e dura in carica per due anni.

Il vicepresidente, pure nominato dall’assemblea, ricopre le funzioni del presidente in caso di sua assenza o impedimento.

Art. 22

Il segretario svolge la funzione di verbalizzazione delle riunioni dell’assemblea   e   del   consiglio   direttivo;   coadiuva   il   Presidente  e il consiglio direttivo nello svolgimento delle attività amministrative che si rendano necessarie ed opportune per il funzionamento dell’amministrazione dell’associazione. Il segretario cura la tenuta  del  libro verbale delle assemblee e del consiglio direttivo.

TITOLO IV

Patrimonio – Esercizio sociale

Art. 23

L’ associazione di promozione sociale trae le risorse economiche per il suo funzionamento e per lo svolgimento delle sue attività da:

  1. quote e contributi degli associati;
  2. eredità, donazioni e legati;
  3. contributi dello Stato, delle regioni, di enti locali, di enti o di istituzioni pubblici, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari;
  4. contributi dell’Unione europea e di organismi internazionali;
  5. entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;
  6. proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;
  7. erogazioni liberali degli associati e dei terzi;
  8. entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali feste e sottoscrizioni anche a premi;
  9. altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo di promozione

Le associazioni di promozione sociale sono tenute per almeno tre anni alla conservazione della documentazione, con l’indicazione dei soggetti eroganti, relativa alle risorse economiche di cui al comma 1, lettere b), c), d), e), nonchè, per le risorse economiche di cui alla lettera g), della documentazione relativa alle erogazioni liberali se finalizzate alle detrazioni di imposta e alle deduzioni dal reddito imponibile di cui all’articolo 22 della Legge n.383/2000.

Alle spese occorrenti per il funzionamento dell’associazione si provvederà con le contribuzioni annuali obbligatorie dei soci e con i proventi delle attività sociali.

L’esercizio sociale va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno. L’assemblea deve approvare il bilancio entro il 30 aprile di ogni anno.

E’ vietato distribuire, anche in modo indiretto, gli utili e gli avanzi della gestione tra gli associati, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione.

Gli utili e gli avanzi di gestione annuali saranno obbligatoriamente ed esclusivamente impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali e  di quelle direttamente connesse.

TITOLO V

Scioglimento e liquidazione

Art. 24

In caso di scioglimento per qualsiasi causa dell’associazione, il patrimonio residuo e le eventuali eccedenze attive risultanti dal bilancio di liquidazione dopo il pagamento di ogni passività, dovranno essere devolute a enti e organismi con finalità analoghe o a fini di   utilità sociale, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

TITOLO VI – Disposizioni finali

Art. 25

Per quanto non previsto dal presente statuto si fa riferimento alle normative vigenti in materia ed ai principi generali dell’ordinamento giuridico.

F.to Marinella Argentieri F.to Federica Croce – notaio –

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